25 maggio 2018

"Il Tempo" di Gianni Quilici


Noi siamo nel Tempo.
Il tempo invisibile
che ci consuma.
Il Tempo
più forte di noi.
Enormemente
diabolicamente.

Noi possiamo soltanto
sfidarlo
nel tempo che esso infine
ci concede.

La sfida siamo Noi
nella nostra possibile grandezza
nella nostra ineluttabile fragilità.

La grandezza di creare crearci
di scolpirci nel tempo.
Per noi innanzitutto
per altri forse.

La fragilità invece
di sparire
nel Nulla.

Un pensiero in forma di versi o viceversa.  Perché i pensieri sono faticosi e a volte astrusi. Troppo strutturati, troppo articolati. Il verso cerca, invece, essenzialità,  fluidità.   

05 maggio 2018

“Il vaccino antipolio” foto di Shah Marai


nota di Gianni Quilici

Sapere che Shah Marai,
il fotografo di questa  straordinaria foto,
 è morto ucciso straziato  per un attentato a Kabul,
da chi si è ucciso,  sbriciolato
 per  cieca,  atroce, alienata follia,
insieme al altri (innocenti),           
fa piangere dalla rabbia dolore.

Perché in questa foto c’è futuro e bellezza,
quella bellezza che sottende dolore,
che diventa arte.
La bellezza di un profilo armonioso di bimba afghana,
bocca aperta, occhi socchiusi,
raccolta totalmente in attesa,
una mano gentile che  la sorregge,
la goccia nell’aria sospesa,
d’una evidenza cristallina.
Una foto essenziale,
niente vi è di superfluo,
e di una semplicità immediata,
che richiama la storia di un popolo
da tempo in balia della guerra,
una guerra che non risparmia nessuno,
anche coloro che sono indifesi e innocenti.
E questa foto dove non c’è violenza,
ma cura, prevenzione,
ne è uno dei possibili grandi simboli.

Shah Marai (41 anni) aveva cominciato a lavorare per la agenzi France Presse come autista, oltre vent'anni fa, nel 1996, l'anno in cui i talibani presero il potere e poi cominciò a fotografare lui stesso le vite (e le morti) del suo paese.
Testimoniò per l'agenzia anche l'invasione Usa nel 2001. Nel 2002 è diventato reporter a tempo pieno fino a diventare il responsabile della sede Afp a Kabul.
 Lascia una moglie e sei figli, tra cui una bimba appena nata.

 

02 maggio 2018

“Viaggio a Canino” di Gianni Quilici


                                                          foto Gianni Quilici
domenica 29 aprile 2018
                                       partenza col rischio di file. Infatti appena infilata l’autostrada a Lucca l’avviso fiammeggiante recita: rallentamenti - Pisa Nord 18’, quando bastano 5 o 6 minuti circa. “Se questo è l’inizio!” penso. Non sarà così. Nessuna fila, nessun rallentamento. Traffico solo a tratti intenso, e “cielo grigio nell’orizzonte di una Italia senza futuro” scrivo, mentre sfoglio distrattamente Il manifesto

13. 10.
Pinetina con parcheggio in una spiaggia lungo la strada della Giannella, che conduce a Porto Stefano. Poca gente, cielo aperto, luce calda. Decido di tuffarmi. Sarà il primo bagno  2018. Disteso, poi, sulla sabbia scrivo:
Entro falsamente spavaldo
nell’orizzonte azzurrino
dell’acqua che si insinua
fredda su per il corpo
ma combatto
con il piacere di essere
oltre la contingenza
e quando mi tuffo e sbraccio
sono  in un altro senso
e mi piaccio

                                                          foto di Gianni Quilici

16. 30
L’agriturismo dell’Oliveto dei Prischi è un’oasi di pace. Arrivi ed è tutto aperto, senza cancelli, si sale si scende si sale, mentre due cani, una bianca, piccola, pancia a terra, l’altro marrone chiaro, di taglia media,  ti corrono incontro abbaiando, e Michela, che tutto questo ha creato da sola, ti abbraccia; e poi ci raccontiamo ciò che è e  come sarebbe possibile fosse. Dalla terrazza solo olivi in distesa e verde, neppure un’abitazione all’orizzonte, due cani e cinque gatti in sonnacchiosa armonia.

18.30
Vulci. “Dio mio che bellezza” scribacchio al presente “questo ponte a schiena di asino fiancheggiato da due alti parapetti con lo sguardo a picco sul fiume Fiora che gorgoglia tra alte rocce, col selciato di pietra grigia illuminato dalla luce serale, mentre se alzi lo sguardo ecco il castello con la torre più grande semiellittica … ” Verrebbe voglia di accovacciarsi per terra per prendere interamente l’immaginario che l’insieme evoca. Lontano un battito di tamburo monotono e continuo come una preghiera laica.

20.00
Su una collinetta il ristorante con i bagliori del sole al tramonto, quattro amici che parlano di film e della Juventus, pizze bianche in tante possibili combinazioni e all’uscita la luna piena  tra i cipressi.

                                             foto di Gianni Quilici
21. 50
Che dolore attraversare la via centrale di Canino! Non è rimasto quasi nulla di ciò che era vivo, in fermento. Solo un macellaio e un ristorante e  cartelli “Affittasi”  in ogni dove. Sbuca da un terrazzo un gattino che ci guarda.

Lunedì 30 aprile
                                                              foto di Gianni Quilici

11.20
Capodimonte. Disteso sul lago (di Bolsena) leggendo un testo teatrale, che mi intriga, che Jean-Paul Sartre, il grande filosofo-scrittore non avrebbe voluto pubblicare, scrivo tra una distrazione e l’altra:
Sul lago col fresco di luce
d’un celeste turchino
che  appena ondeggiando sciaborda
con nuvole bianche e scure e grigie
coi pensieri che vagano  senza fermarsi
decido che è ora
e mi alzo

                             foto di Gianni Quilici
13.15
San Lorenzo Nuovo. Sulla vasta piazza ottagonale con la parrocchiale, bar e negozi, con la linea di fuga della strada nel lago, incontro Vittorio.
“Lei è un paparazzo” “No un fotografo ambulante”, rispondo, mentre “per chi mi ha preso”, penso. “Allora mi faccia una foto. Io sono Vittorio. Sono  grande scrittore, grande giornalista, grande esperto di calcio. E’ un onore per lei fotografarmi. Io sono il migliore d’Italia. Mi fotografi pure là davanti alla Chiesa”

                                                               foto di Gianni Quilici

13.30
E poi via, via, con brevi soste a Acquapendente e a San Quirico d’Orcia e  lungo il magnifico paesaggio della Cassia senese, che tanto sa di medioevo e sul quale ci sono strade e sentieri in cui il desiderio di inoltrarsi e perdersi è forte.