25 dicembre 2014

“Corsagna. Viaggio in Mediavalle” di Gianni Quilici



Natale 2014. Invece del pranzo natalizio; un viaggio natalizio. Un paese posto a 400 metri circa, nella collina ad ovest di Borgo a Mozzano. Leggo: uno dei paesi più popolosi del comune, 666 abitanti. La strada è un fondovalle tra due crinali, che costeggiano il fiume Serchio. Prima di Borgo a Mozzano il cartello indica il paese e si inizia a salire. Qualche Km e poi ecco Corsagna.

 La strada in cui si arriva è anche una piazza, piazza XX settembre,  inizio del centro storico con una bella fontana e un bel tabernacolo, negozi, un ristorante e macchine parcheggiate. Ed una croce. Leggo l’interessante epigrafe del 1899:

Indulgenza di 100 giorni
a chi saluta questa croce
Di 5 anni
a chi recita  3 Pater ave e gloria
E di 300 anni
a chi ne recita 5

Da lì si sale a piedi. Vedo un canino svelto svelto che mi viene incontro, come per salutarmi, mi abbasso, ci annusiamo; un uomo che mi supera con un ragazzo che lo segue,  “salve”   “auguri” ci salutiamo ed ho l’impressione, piacevole, di un ragazzo anni ’50, per il sorriso impacciato, per i pantaloni larghi, per il taglio dei capelli. “Sentimentalizzo populisticamente?” mi dico. Vedo una fontanella modesta, un uccello ingabbiato, un canone che annusa qua e là, alza la zampa e piscia. 
 E sulla destra un vicolo  di pietra ben lavorata, con una volta, che introduce ondeggiando in una di quelle gallerie così autentiche da emozionare  per la loro secolare storia; vedo un uomo che sta scendendo con un pacco nelle mani, lo lascio passare, poi mi volto e scatto la foto un po’ prima che sparisca.Ora il vicolo è diventato viottolo ed è uno dei sentieri, che porta al punto più alto del paese, la chiesa di S. Michele (1506). 


Ma prima di arrivarci, nel viale largo, che costeggia il camposanto mi sorprende la fila di croci marmoree, una dietro l’altra, ognuna accompagnata da cipressi da poco piantati. Ogni croce ha nome e foto con anno di nascita e di morte. Tutti uccisi nelle due guerre mondiali, tutti giovani o giovanissimi, tutti soldati alpini o di cavalleria. Penso al film di Olmi, alle atrocità della Grande guerra e di tutte le guerre. “Onore al paese” mi viene da pensare “non solo perché li ha ricordati, ma anche per la cura con cui sembra voglia mantenere vivo questo ricordo”. La chiesa è grigia e modesta nell’intonaco grigio con ai lati due cappelle squadrate, forse rinascimentali, poste una di fronte all’altra. Al centro della facciata il bel campanile merlato, che svetta con la sua storia di sassi e di pietre severe. Da lì si domina il paese, le colline di fronte, ma una di esse impedisce lo sguardo sulla parte più attraente del  fondovalle: Borgo a Mozzano e il fiume con uno dei più stupendi ponti italiani e forse europei: il Ponte della Maddalena, più comunemente conosciuto come Ponte del Diavolo.

Corsagna. 25 dicembre 2014.     

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