25 settembre 2011

“Venezia” una foto di Gianni Berengo Gardin

di Gianni Quilici

Questa bellissima foto di Gianni Berengo Gardin richiede probabilmente anche fortuna (un po'), perchè qui “l'attimo decisivo”, teorizzato da Cartier Bresson si deve sincronizzare e comporsi non in uno, ma almeno in cinque-sei “attimi decisivi”.

Trovare il momento giusto dello scatto, in queste situazioni, può essere anche fortunoso. Ma qui conta intanto intravedere la foto, coglierne le potenzialità, stare all'erta e aspettare. Provare e riprovare.

Scattare uno, due, dieci volte, fino a quando..., perché, in quella scenografia, è possibile realizzare il piccolo capolavoro fotografico: scattare, cioè, un'immagine complessa, sia nella forma che nel senso, come è successo, in questo caso, a Berengo Gardin.

Infatti abbiamo una serie di volti-esistenze tutti significativi. Immaginate, infatti, di stampare la foto in grande formato. Immaginate l'uomo in basso sulla sinistra con occhiali, la mano poggiata sulla guancia, che sta interloquendo con qualcuno, fuori campo; o l'altro uomo sulla destra in alto con berretto, forse uno del personale del motoscafo, con quello sguardo diretto e interrogatorio; oppure i volti riflessi nello specchio, che si confondono con quelli reali von risultati un poco surrealisti..

Questi corpi si inseriscono in una composizione geometrica percorsa da linee verticali e orizzontali, nel contrasto netto di bianco e nero, come se fossero su un palcoscenico o appena dietro le quinte di un teatro, nella profondità della stratificazione che il rispecchiamento del vetro produce.

Tanti sguardi, che non si incrociano, tante possibili storie di un gruppo in fusione, colto nella naturalezza dello scorrere quotidiano, in un attimo in cui forma ed espressione felicemente si incontrano.


Gianni Berengo Gardin. “ Venezia. Motoscafo per piazzale Roma. ” 1930.

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