04 settembre 2016

"La passeggera" di Daniela Frascati



di Cosima di Tommaso

C’è che chi – volente o nolente – assurge a “capro espiatorio” ed assume su di sé tutto il marciume che la società, incapace di riconoscerlo in sé,   gli butta addosso attribuendogli tuttavia, in questo modo, il ruolo di “personaggio dominante”.

In questo caso è Aquilina, l’ ”untore” possibile, individuato (dal Capitano Zocalo)  e, meglio sarebbe stroncare subito ed alla nascita, una siffatta specie animica.Ecco, proprio questa è la forza conduttrice e risolutrice di tutto il romanzo: Aquilina, un personaggio a tutttondo ma non in chiave ottocentesca.

E’ un personaggio a tratti fiabesco a tratti realistico, creato appositamente e, funzionale alla storia.
L’intreccio   si dipana tra il fantasy, il giallo, inscritto nella cornice del genere gotico.

I tratti ci sono tutti, ambienti misteriosi interiori alla nave Il Paradiso, personaggi a fosche tinte, dal passato ombroso, alla descrizione della pestilenza prima incombente, infine imperante e definitiva; morti  violente e sospette; strane materializzazioni ornitologiche, quasi sempre legate alla strana bambina-uccello  che è Aquilina.

L’atmosfera è decisamente decadente nella descrizione degli ambienti, ammorbati fisicamente dalla pestilenza, nella prima classe da dove sembra partire la diffusione del morbo,  fino alla descrizione morale dei personaggi della prima classe, apparentemente eleganti dai modus vivendi si scopre – assolutamente dissoluti - esacerbati dall’infezione pestilenziale inesorabile che porta alla luce l’inevitabilità della fine, la morte.

Impossibile ancorare questo romanzo ad un unico genere letterario che pure prende le mosse da riferimenti storici ben precisi vale a dire  il 12 luglio 1914, ovvero pochi giorni prima dello  scoppio della Prima guerra mondiale.

Tutto si svolge su un prestigioso transatlantico, Il Paradiso, diretto verso l’America, ovvero verso una nuova opportunità di vita che verrà totalmente disattesa.
Così è la vita talora: un tormentato viaggio attraverso l’inferno dell’anima e, non di rado del corpo.

A prescindere dall’epilogo della storia, a tratti prevedibile, ciò che colpisce piacevolmente il lettore è la ricchezza lessicale e l’abilità affabulatoria dell’autrice, capaci di trascinare il lettore sino all’ultima pagina.

Daniela Frascati, La passeggera, Scrittura&Scritture, 2015

1 commento:

nonnaclaudia ha detto...

Stupenda questa recensione. Asciutta, da critico letterario di rango. Incuriosisce questo libro.