22 settembre 2020

“Natalia” di Olivo Ghilarducci

 


di Marisa Cecchetti

                 E un romanzo d’amore e di dolore, Natalia, di Olivo Ghilarducci, sullo sfondo di una società che cambia sia dal punto di vista economico che sociale, ma carica ancora di squilibri nel rapporto tra classi.

               Lucca ne è coprotagonista e si apprezza la ricostruzione di scorci, il recupero di tradizioni e di una cultura cresciuta su rigide convenzioni, quando economia e cattolicesimo erano strettamente legate fino ad essere complici.

             Personalmente sento questa storia come una seconda puntata- quasi fossimo dentro una fiction- del primo romanzo di Olivo Ghilarducci, Le braccia la collo.  Si coglie lo sviluppo della contrastata storia d’amore di quei due giovani, Franco e Giuliana, protagonisti del romanzo precedente. Compare infatti ancora una volta la differenza di classe sociale  -siamo negli anni ’70 in una città estremamente conservatrice-  che fa da impedimento alla realizzazione di un amore.

            C'è ancora una famiglia della buona borghesia -quella che ha la solidità economica basata sui commerci e sull’artigianato che, in modo più o meno scoperto, ma sempre garbato, col ben noto garbo lucchese, dà un indirizzo ed una svolta alle decisioni ed alle scelte affettive della figlia.

              Lei, Natalia,  è ancora una volta una figlia debole, che non osa andare controcorrente, abituata ad una vita  di agi e senza rinunce, che alla fine sceglie la comodità che il buon livello sociale le può continuare ad offrire, rinunciando ad un amore  più profondo e vero verso un giovane di umile famiglia e di modeste prospettive di vita.

                     Ma è destinata a pentirsene. Questa donna  che appare vittima delle raffinata politica materna, è la ragione stessa del proprio male.

                 Si percepisce quasi una volontà punitrice dell’autore nel costruire il percorso della giovane, come a dire, ecco come va a finire la vita di una donna che ha rinunciato al suo grande amore, ecco le conseguenze della scelta di Giuliana allora, ed ora di Natalia.

             Amavi me ma non hai lottato per me, guarda quali possono essere le conseguenze. Ed ora il meschino abbandonato si chiama Renzo.

                   L’autore  tuttavia alla fine raccoglie e salva  Natalia dandole umanamente una possibilità di riscatto, quando da adulta scopre l’amore per il marito Dario, colui che ha sposato tra pianti di dolore.

                   Dario è la sua vittima, non è un traditore, anche se ha cercato una relazione consolatoria come conseguenza della freddezza della moglie nei suoi confronti.

                   Il romanzo, di agevole lettura,  ha voluto sintetizzare un periodo lungo, dalla nascita di Natalia alla sua età avanzata, e ciò ha costretto ad affrettare tanti passaggi ed a riassumere rapidamente la vita dei personaggi che le ruotano intorno.

                  Se il primo romanzo si connotava, accanto alla storia di un amore infelice, per il suo aspetto di ricostruzione storica del ’68, Natalia rimane  un romanzo d’amore.

 Olivo Ghilarducci Natalia, Tralerighe libri 2020, pag. 184, € 16,00

 

 

 

 

 

 

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