di Marigabri
4 gennaio 1960. Il recente premio Nobel Albert Camus perde la vita in un incidente automobilistico.
Alla guida (incosciente e forsennata) il suo editore Michel Gallimard. Aveva insistito perché lo scrittore provasse l’ ebbrezza della velocità (appunto) a bordo della sua nuovissima, fiammante auto nuova. Che finì a schiantarsi addosso a un platano. Anzi due. Proprio come la vita di Camus e, poco dopo, anche quella di Gallimard.
A piangerne l’intimo lutto sono quattro donne, quel poker di regine che appare nella copertina del libro di Elena Rui: Francine Faure, la legittima consorte; Maria Casarès, storica amante, definita in plateale ossimoro da Albert l’Unica; Catherine Sollers, attrice preferita, e Mette Ivers, detta Mi, talentuosa pittrice che aveva allora vent’anni ed è ancora in vita.
L’inquieto, poliedrico Camus le amava tutte, di amore libero, esclusivo e perentorio. Elena Rui, che si è rigorosamente documentata, racconta la storia di questo doloroso lutto assumendo via via il punto di vista di ciascuna dama e svelando così le diverse sfaccettature di uno scrittore dall’indiscusso valore letterario e dal discutibile comportamento umano.

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