La donna africana vince la tradizione
di Giovanna Baldini
Niketche, Una storia di poligamia è un romanzo della
scrittrice mozambicana Paulina Chiziane.
Nata nel 1955 a Manjacaze,
località nell’interno del Mozambico meridionale, l’Autrice affronta in questo
suo ultimo lavoro una storia di poligamia, o meglio, una vicenda di donne e
della loro condizione in un periodo di grande trasformazione della società
attuale tra la modernità e la tradizione.
Lei, Paulina Chiziane, si
considera una raccontatrice di storie tramandate oralmente e ascoltate intorno
al fuoco da quando era piccola, ma nelle sue pagine c’è molto di più.
In modo ironico e
fantasioso viene affrontato il tema della poligamia, retaggio culturale ben
radicato nella mentalità degli uomini e delle donne del suo Paese.
L’eredità della poligamia
si scontra con la modernità della vita africana di oggi, che nelle città e nei
ceti socialmente favoriti si avvicina molto agli standard della globalizzazione.
La poligamia, di fatto, non esiste più, ma
l’uomo, secondo un’antica eredità culturale secolare, si sente in diritto di
avere amanti, anche più di una e di essere infedele alla moglie.
Nel romanzo il
comportamento di Tony, il co-protagonista, scatena una serie di avvenimenti,
eccessivi ed esilaranti. Infatti Rami,
la prima e unica moglie sposata, cerca di inserire la incorreggibile infedeltà
del marito negli schemi di una società che si considera moderna ma di fatto
ancora legata a irrinunciabili modelli maschilisti
Moglie e madre, ormai non
più giovanissima, Rami si accorge di aver perso l’interesse di suo marito. Cerca
di riconquistarlo in tutti i modi anche ricorrendo alla magia, ma, niente. Pensa,
allora, di conoscere le amanti, che sono quattro, e la più giovane sostituisce
sempre la precedente…
Diventano amiche e alleate
contro il maschio dominatore, intanto si emancipano: con i soldi del
mantenimento e le moine si trovano un lavoro, si rendono indipendenti e
capiscono di valere anche per se stesse. Ma c’è un problema: nel maschio, tutto
ciò provoca una catastrofe psicologica, perde il suo ruolo e anche l’onore
davanti agli altri. Tony, disperato, prima cerca consolazione dalla madre che
non lo accoglie, poi tra le braccia della prima moglie… che lo rifiuta.
Trama avvincente e
divertente, ma che sotto nasconde il faticoso percorso verso l’emancipazione
della società africana e segnatamente mozambicana. La strada sarà lunga non
solo per le donne, ma soprattutto per gli uomini.
Nel libro sono descritti
riti e cerimonie religiose, vengono citati fiori e frutti, piante usate per le
pozioni magiche, cibi e alimenti della cucina mozambicana che fanno parte della
vita del Paese africano. Con il nome originale tutto questo appare tradotto nel
glossarietto alla fine del libro, come “niketche”, la danza erotica che la
fanciulla balla per il suo amato, e che dà il titolo al romanzo.
Una
lunga commedia amara sulla vita Niketche,
che si conclude, però, con il riscatto della protagonista, che davanti al
marito che torna sconfitto e abbandonato dalle sue quattro mogli-amanti ha il
coraggio di respingerlo. Ha trovato se stessa, un altro amore, un’altra vita.
Paulina Chiziane, Niketche, Una storia di poligamia, trad.
dal portoghese di Giorgio de Marchis, ed: La Nuova Frontiera, Roma 2022, p.380,
euro 18,90