04 marzo 2020

"Una volta qui era tutta campagna" di Giovanna Baldini.

                 
                           Memorie autobiografiche dalla Toscana profonda

di Luciano Luciani

Memorie autobiografiche che ci giungono dal secolo scorso e dalla Toscana profonda, le pagine del libro Una volta qui era tutta campagna Ponte a Egola: un'epica minima, appena pubblicato per i tipi della casa editrice pisana ETS. Le ha scritte, secondo un apprezzabile registro piano e cordiale, Giovanna Baldini, bambina negli anni Cinquanta del Novecento, intingendo i suoi pennini negli inchiostri indelebili degli affetti familiari e amicali: ed è merito dell'Autrice aver saputo mantenere lo sguardo limpido e curioso di allora e di essere, ancora oggi, disponibile a stupirsi dei racconti di nonno Pietro, delle fole di zia Marietta o delle leggende “di paura” che tanto la inquietavano nei giorni dell'infanzia.


Quando “qui era tutta campagna” il mondo si presentava più semplice e più povero, ma non per questo peggiore, anzi! Si era usciti da poco da una guerra tragica che aveva sfigurato il volto del nostro Paese e gli animi degli uomini e i giovani di allora, tra loro anche i genitori dell'Autrice, seppero trovare le risorse di orgoglio, coraggio e tenacia necessarie per risalire la china e creare le premesse per una stagione di straordinarie conquiste economiche, sociali e di civiltà molte delle quali, per fortuna, resistono ancora nei nostri anni complicati e difficili. In maniera forse ingenua e disordinata, ma sempre generosa e capace di futuro, un formidabile processo di trasformazione investirà l'Italia e anche Ponte a Egola, frazione di San Miniato, in provincia di Pisa proprio sul limitare di quella di Firenze. Anche qui, una piccola comunità legata alla terra e ai suoi ritmi, così lenti da sembrare immutabili, conoscerà invece un'accelerazione e uno sviluppo straordinari, cambiandosi in pochi anni in una piccola capitale dell'industria conciaria, i cui prodotti saranno apprezzati sui mercati nazionali e internazionali. 


L'Autrice ci racconta quei veloci mutamenti e la loro ricaduta sul terreno della mentalità e dei comportamenti, del costume e della vita di relazione: un mondo nuovo che urgeva, batteva alle porte e faceva i conti col vecchio. La modernità si confrontava, a volte duramente e senza sconti, con la tradizione e insieme l'una e l'altra cercavano di ricomporre un equilibrio non sempre facile. Cambiavano le attività, i mestieri, le figure sociali, il paesaggio e quel lembo di regione si trasformava in quella “Toscana brutta” lamentata in una ossimorica definizione da Enzo Carli, illustre storico dell'arte pisano. Forse tale, ma certo operosa, intraprendente, attiva come trapela da questo racconto di una vicenda familiare che è insieme scrittura privata e politica, personale e sociale. Attenta, e questo è un altro dei non pochi meriti del libro, alla evoluzione della condizione femminile: a come quelle ragazzine, figlie di indomite staffette partigiane e impavide militanti comuniste  che diffondevano “L'Unità” e “Noi Donne” nonostante Scelba e la Celere, seppero crescere e porre le basi per diventare negli anni a venire donne autonome e consapevoli dei diritti e dei doveri, cittadine impegnate e protagoniste di una storia in gran parte ancora tutta da scrivere.

Giovanna Baldini, Una volta qui era tutta campagna. Ponte a Egola. Un'epica minima, prefazione di Lia Marianelli, Edizioni ETS, Pisa 2019

Giovanna Baldini, nata a Ponte a Egola negli anni “poveri ma belli”, vive a Pisa.
Docente di lettere nei licei, è impegnata in attività di volontariato carcerario.
Insieme a  Vittoria Carla di Bari, Maria Letizia Verola ha curato la pubblicazione di Incontro con la legalità, La Grafica Pisana, 2010. Con la casa editrice ETS di Pisa ha pubblicato Ricette al fresco Gli 85 modi per cucinare nel carcere di Pisa; sempre con Ets nel 2015 Il tartufo Un diamante sporco di terra; nel 2014 per le edizioni Helicon insieme a Cristiana Vettori Il gusto giusto 100 ricette al sapore di legalità, libertà e democrazia.

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